saverioriotto.it

Le novità di Android Oreo

Il nuovo sistema operativo mobile di Google è stato presentato ieri: migliora la durata della batteria e la sicurezza, e ha un nuovo interessante sistema di notifiche

Le novità di Android Oreo

Android Oreo, la nuova versione del sistema operativo di Google per smartphone e tablet, è stata pubblicata ieri e sarà disponibile nei prossimi mesi per gli utenti Android. Android Oreo, la versione 8.0 del sistema operativo, è stata caricata sulla piattaforma Android Open Source Project, quella usata dagli sviluppatori per lavorare sulle versioni modificate di Android (quelle che vanno sui telefoni Samsung, per fare solo un esempio) e sulle app compatibili. Google ha anche detto che la versione di Android Oreo per i telefoni Pixel e per gli ultimi modelli Nexus – prodotti da Google stessa – è già in fase di test e sarà distribuita nelle prossime settimane (lo abbiamo dato per scontato, che tutti sapessero cosa sono gli Oreo).


La maggior parte delle novità di Android Oreo riguardano aspetti tecnici del sistema operativo, cose che gli utenti non vedranno direttamente ma delle quali magari si accorgeranno. Google, per esempio, ha detto di aver lavorato moltissimo sulla durata della batteria rendendo Android Oreo più bravo nel capire quali app “spegnere” quando il telefono è in stand-by in modo che non consumino batteria inutilmente (molte app, per esempio, continuano a usare i sistemi di geolocalizzazione anche quando non le state usando, facendo consumare molto in fretta la batteria). Oreo, inoltre, dovrebbe essere molto più facile ad accendersi, in media più veloce nel fare tante cose (ma questo dipenderà molto anche da come verrà modificato per funzionare su telefoni molto diversi tra loro) e più sicuro grazie all’introduzione di un nuovo sistema che ciclicamente controlla tutte le app installate in cerca di possibili falle.


Anche se le novità grosse sono sul lato nascosto del software, in Android Oreo ci sono diverse cose interessanti tra quelle più visibili. La prima, e quella di cui si sta più parlando, è un nuovo sistema di notifiche. Se ci sono novità di qualsiasi tipo relative a una delle app installate sul telefono – le classiche notifiche che ora vengono mostrate solo nella barra in alto o nella schermata di stand-by – accanto all’icona di quell’app apparirà un puntino: tenendo premuto con il dito sul logo, si aprirà una piccola finestra di dialogo con maggiori informazioni sulla notifica e ci sarà la possibilità di compiere alcune piccole azioni già da lì, senza dover aprire del tutto l’app.

 

La seconda grossa novità è chiamata picture-in-picture, e per molti utenti che usavano versioni modificate di Android (quelle di Samsung per esempio) non sarà una vera novità. Picture-in-picture permette di continuare a usare il telefono mentre si guarda un video o si fa una videochiamata, rendendo la finestra del video più piccola e spostata ai margini dello schermo. Per ora la funzione non è disponibile in tutte le app, ma è probabile che arrivino aggiornamenti per sfruttarla.

Un’altra novità riguarda la possibilità per sistemi che gestiscono le password di certe app di inserirle automaticamente quando si usano quelle app su Android, senza dover usare strani stratagemmi come succedeva fino ad ora. La nuova funzione sarà apprezzata da chi si è dovuto scontrare con app che non si ricordavano nomi di accesso e password, ma per molti altri utenti le cose potrebbero aver sempre funzionato normalmente e non si accorgeranno di grosse differenze.

Sarà invece meno facile non accorgersi delle nuove emoji di Android Oreo, che dopo anni non userà più le strane emoji a forma di uovo che conoscono bene gli utenti Android. Google ha ridisegnato tutte le sue emoji e ne ha aggiunte circa 60 nuove.

Tra le cose meno eccitanti – e non è che le altre fossero proprio fuochi d’artificio – la nuova versione di Android avrà un menù delle impostazioni leggermente ridisegnato e ristrutturato; sarà anche abilitato di default Instant App, la funzione che permette di usare certe app senza doverle installare. Quest’ultima funzione era già disponibile con le ultime versioni di Android ma ora sarà attiva per tutti: è un’altra di quelle cose di cui molti utenti probabilmente non si erano mai accorti, perché di fatto per chi usa il telefono non cambia quasi niente: certi siti o certe pagine venivano visualizzate come delle app (quello di Vimeo, per esempio, se volete provare).




Commenti
* Obbligatorio